NINFAVERDE |
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mercoledì, 19 novembre 2008
Ciao a tutti
volevo segnalarvi che da ieri e' finalmente on line il nostro nuovo sito
di artigianato celtico
che verra' presto e periodicamente aggiornato con nuovo materiale e nuovi gioielli.
Passate a dare un occhiata e ditemi cosa ne pensate!!
baci
Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 12:19 |permalink | commenti (4) | categoria: | Torna su
mercoledì, 31 ottobre 2007
Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 08:13 |permalink | commenti (12) | categoria: | Torna su
domenica, 26 agosto 2007
.....Così, suonando il flauto Krishna conduceva le mucche al pascolo, accompagnato dai giovani pastori e da Balarama, attraverso la foresta di Vrindavana, dove abbondanti crescevano i fiori, i germogli deliziosi e le erbe da pascolo. Santificata come la chiara mente di un bhakta, quella terra era popolata di api, ricca di frutti e di fiori, e trapunta di laghi dalle acque trasparenti che alleviano da ogni stanchezza. L'atmosfera vibrava del cinguettio degli uccelli, e dolci brezze profumate soffiavano di continuo rinfrescando il corpo e la mente.
tratto da IL LIBRO DI KRISHNA
Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 10:52 |permalink | commenti (18) | categoria: | Torna su
giovedì, 02 agosto 2007
Questo mondo materiale e' il regno di Durga, che e' l'energia materiale nella sua forma personale. "La dea Durga, adorna di ghirlande di fiori e spalmata con polpa di sandalo, era vestita con eccellenti stoffe e coperta di preziosi gioielli. Tenendo nelle mani un arco, un tridente, delle frecce, uno scudo, una spada, una conchiglia, un disco e una mazza, era pregata da esseri celesti come le Apsara, i Kinnara, gli Uraga, i Siddha, i Carana ed i Gandharva, che la adoravano con ogni genere di offerta...". (SB 10.4.10-11)
Io, jiva, sono soltanto una scintilla spirituale di dimensioni infinitesimali, ed in accordo al mio desiderio e karma, prendo nascita in vari corpi materiali, uno dopo l'altro (il ciclo di nascite e morti, o samsara) in questo mondo, caratterizzato dalla presenza di nascita, malattia, vecchiaia e morte (janma-mrtyu-jara-vyadhi). Questi sono i sintomi della mia vita condizionata, basata sulla mia identificazione con la materia. Durante il mio intero soggiorno qui, sono accompagnato dal Signore nella Sua forma invisibile di Paramatma (anima suprema) nel mio cuore. Egli mi lascia agire in base al mio desiderio, testimonia e permette ogni mia azione.
"Sri Krsna, il Signore supremo, che e' il Paramatma (l'anima suprema) nel cuore di ogni essere, e il benefattore del devoto sincero, toglie ogni desiderio materiale dal cuore del devoto che ha sviluppato il vivo desiderio di ascoltare il Suo messaggio, colmo di virtu' quando viene trasmesso e ricevuto adeguatamente". (SB 1.2.17) "Sono nel cuore di ogni essere, e da Me vengono il ricordo, la conoscenza e l'oblio. Il fine di tutti i Veda e' quello di conoscerMi. In verita', Io sono il compilatore del Vedanta, e sono colui che conosce i Veda". (BG 15.15)
Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 10:19 |permalink | commenti (11) | categoria: | Torna su
mercoledì, 01 agosto 2007
FELICE E PROSPERO RACCOLTO Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 09:57 |permalink | commenti (6) | categoria: | Torna su
martedì, 17 luglio 2007
Lucciole danzanti nel magico cerchio dove risuonano antichi canti. Fiaccole vibranti in questa notte di mezza estate in cui il velo fra i Mondi diventa sottile e le Fate tornano a danzare nella radura del bosco intorno al Sacro Fuoco arcane melodie e sfrenate danze risuonano con il loro eco di Gioia e Armonia. E domani brinderemo con sidro ed idromele in onore dello Splendente Sole che ci illumina e riscalda e che la Nuova Vita fra crescere e germogliare.
Syama
Pensieri scritti da Shyamavallabha alle 16:28 |permalink | commenti (13) | categoria: | Torna su
martedì, 03 luglio 2007
"Io sono la Grande Madre,
Adoratemi come l'Anziana, |
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Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:42 |
Per Colei che tutto è nessun nome è mai errato, nessuna immagine sbagliata o assoluta. In tre forme è conosciuTa: la Fanciulla o la Luna crescente, la bellezza della giovinezza piena di gioia, risa e gioco; la Madre o la Luna piena, la dolcezza della maturità piena di amore, attenzioni e affetto; l'Anziana o la Luna calante piena di saggezza, di calma e del riposo. E' la Madre di tutte le cose, di tutti gli esseri viventi. Viene veneraTa nelle feste notturne, quando la Luna è piena e nel momento della fertilità e della maturità.
Madre di ogni essere, Fanciulla, Anziana Signora.
Essa è Dea,
Essa è l'argento nel mio essere,
è le calde movenze del mio corpo.
E' la Luna tagliente che cresce
quella tonda che crea
e quella culla che addormenta.
Ella è l'ultimo fiore dell'Estate,
il torrente puro,
il mare ondulante.
Ella è Amore e Morte,
è sensualità e pace,
Ella è Natura.
Ella è in me.
da http://www.eclettismo.altervista.org/sommario1.htm

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:49 |
Forse accade per caso, forse succede a persone designate, forse lo si è sempre cercato. Nelle parole, nei testi, nel cielo e nelle stelle, nelle persone e nelle emozioni. Forse ci si sveglia di colpo come dopo un lungo sonno. Forse si era nati per questo, e le vecchie ave già ne erano a conoscenza. Forse, come è più giusto, è come l'Amore: un giorno si sveglia ed apre il suo cuore, si libbra nel vuoto deciso e sicuro, cambia ciò che si vede e lascia lontane le paure e i dubbi, inonda di bello le strade e le persone che si scorgono veloci nel giorno infinito assieme l'amato.
L'Amore più forte che si possa conoscere.
L'Amore del Tutto e dell'Uno.
L'Amore per la vita e per se stessi.
L'Amore per le creature.
L'Amore per gli Dei!
Come un colpo di fulmine brucia il dolore, le angosce, le delusioni. Naviga lento nella notte e nel giorno donando a chi lo ha saputo accogliere la coscienza, la vista, l'udito e la parola. E' l'Amore delle streghe, è l'Amore per la vita, è l'Amore per se stessi e per gli altri. Piano piano ciò che è intorno cambia: gli eventi divengono importanti, fosse un fiore che nasce o un bimbo che sorride, l'alba e il tramonto assumono significati profondi, forse una canzone nasce da mondi lontani e giunge per mani invisibili, forse un cane che ulula alla Luna parla lingue che commuovono. Il mondo muta...il cielo esplode, gli uccelli cantano di feste dove si balla e si ride, la notte sorride amorevolmente all'amore degli uomini e il giorno, gentile, culla le loro fatiche assopendole. L'Amore circonda la vita di chi lo ha accolto. Fratelli e sorelle si trovano, se pur lontani; un filo invisibile li lega, gli permette di riconoscersi fra tanti. La solitudine scompare allontanata da nuove certezze. La speranza torna, la fiducia si apre al mondo, la forza si esalta della sua dolcezza, la conoscenza espande i suoi confini oltre il tangibile, la sensibilità si acuisce donando sensazioni perse.
La morte muore!
Le paure si allontanano scacciate dal Re armato del dardo incantato di Marte, i bimbi cullati dalla Regina delle notti e della Luna calda di affetto come Persefone smettono di piangere nei cuori degli adulti. La morte, eterno terrore, è morta! La coscienza di una vita infinita accoglie i figli e le figlie, promette sogni nella Terra d'Estate e la riunione all'Uno, al Tutto. Il filo si è unito, un filo di seta fino blu protettivo, giallo creativo, rosa d'amore, rosso di forza, viola di conoscenza. E' leggero come il polline, resistente come le montagne, deciso come un fiume, caldo come lava. Spicca chiaro a chi sà vedere, oscuro per chi ha paura di amare. Gioca con il vento, si ripara nella terra, si purifica nei laghi e si addormenta al tepore del fuoco. Sorride alla Luna e gioisce al Sole. Lega fra se figli a Genitori, amore con Amore, vita con Vita, fratelli a sorelle, umani a eterni.
E' l'Amore che nasce dal cuore aperto di chi non ha paura di vedere, udire e amare.
E' l'Amore che viene donato. Che nasce a primavera e si sacrifica in inverno. E' che rinasce. E muore ancora. e rinasce, tornando sempre e mai finendo! E' un Amore antico come le rocce, che si perde nella creazione del mondo, che resiste ad ogni intemperie, che assume infinite forme e che non cesserà mai.
Accogli questo Amore, accogli la vita, accogli la bellezza del mondo e degli umani.
Accogli gli Dei.
tratto da http://www.eclettismo.altervista.org/sommario1.htm
Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 10:52 |

Om Mahalakshmyai cha vidmahe
Vishnu patnyai cha dhimahi
Tanno Lakshmihi prachodayat
Om. Let us meditate on the Great Goddess Sri Lakshmi,
the consort of Sri Maha Vishnu. May that effulgent Maha Lakshmi Devi
inspire and illumine our mind and understanding
Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:30 |
....Forse la Dea Antica,la Grande Madre di tutto ciò che vive nel mondo,potrebbe ancora ascoltare che si rivolge a Lei con parole amorose e sincere . Nel puro silenzio la sua voce senza parole potrebbe scendere nella vostra anima come un suono dolcissimo e inebriante,capace di ridestare in voi l'antica consapevolezza e di farvi ricordare il vostro sacro modo di essere,di quando eravate libere come gli uccelli nel cielo e selvatiche come gli animali dei boschi. Chiamatela quindi con cuore puro e dolci parole fino a quando non avrete la sua risposta. Invocatela nei modi che usavate nei tempi antichi,senza cambiare le parole,ma soprattutto senza che in voi vi siano stati d'animo che renderebbero inutile il vostro agire. Solo Amore puo' chiamere Amore,Dolcezza e Libertà....
tratto da LA VOCE DELL'ANTICA MADRE Ada d'Aries -Ed.della Terra di Mezzo

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 10:10 |
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore di chi è nato
dalla terra, dal ferro e dal fuoco.
Senza paura e senza troppo riflettere
i nostri nipoti si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno: "Com'è bella la vita!".
Intoneranno una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell'uomo,
fresca come un grappolo d'uva,
una canzone libera e gioiosa.
Nessun albero ha mai dato frutti più belli.
E nemmeno la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto questi suoni, questi colori.
Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire
sarà migliore di chi è nato
dalla terra, dal ferro e dal fuoco.
(Nazim Hikmet)

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 09:14 |
Narra la storia che tanto tempo fa, prima che il mondo avesse inizio, non c'era nient' altro che un fiore di loto di un bianco purissimo, galleggiante in un oceano di latte. Fra i suoi petali di seta dormiva profondamente Brahma, il creatore. A parte il fiore, però, non c'era nient' altro. A un certo punto Brahma cominciò a destarsi. Aprì gli occhi e, quando fu completamente sveglio, si accinse al compito di creare il mondo. Dalle sue lacrime nacquero la terra, l'aria e il cielo. Il suo corpo disteso diventò l'universo, il giorno e la notte, la luce e il buio, e vennero le stagioni secche e i monsoni, il fuoco, il vento e la pioggia. Dalla sua bocca uscirono capre, dai fianchi mucche, dai piedi elefanti, cammelli, cavalli e cervi. I peli del suo corpo divennero fili d'erba, radici e frutti. E infine Brahma creò i Deva e gli Asura, gli dèi della luce e del buio. Ora, l'oceano di latte conteneva un liquido magico detto" amrita", il nettare della vita. Chiunque lo bevesse sarebbe vissuto per sempre. Naturalmente tanto i Deva quanto gli Asura volevano questo liquido tutto per sé. Però l'unico modo per estrarre l'amrita consisteva nel frullare l'oceano di latte, proprio come si fa per ottenere dal latte il burro o il formaggio, e né i Deva né gli Asura se la sentivano di fare da soli, per cui si misero d'accordo, una volta tanto, per lavorare insieme. Prima bisognava procurarsi una corda e un bastone abbastanza robusti per l'operazione. I Deva ebbero un'idea. «Come bastone per mescolare useremo questa montagna» gridarono, e tirarono giù la grande montagna, il monte Mandara, che sorgeva alta e ripida l'oceano di latte. Per non essere da meno, gli Asura annunciarono: «Come corda useremo questo serpente!» ed esibirono il loro reperto: un cobra gigantesco, più lungo di qualunque serpente abbiate mai visto. In effetti non era un serpente ordinario: era Vasuki, il re dei serpenti. Gli Asura arrotolarono il cobra intorno alla montagna, spira dopo spira. Poi lo afferrarono per la testa mentre i Deva lo afferravano per la coda, e cominciarono a tirarlo avanti e indietro, avanti e indietro con tutte le loro forze. Via via che tiravano, il monte Mandara cominciò a roteare dentro le spire del serpente. Vorticava sempre più veloce, così veloce che gli alberi sparsi lungo i suoi pendii si sradicarono e presero fuoco. Per fortuna c'era nei paraggi il dio Indra, che con la pioggia delle sue grandi nuvole provvide a spegnere l'incendio. Ma anche così il pericolo non era scongiurato del tutto. La montagna era tanto pesante che cominciò a perforare la terra come un trapano, minacciando di farla a pezzetti. Allora gli dèi mandarono una tartaruga gigante a sorreggere la montagna, e la terra fu salva. Intanto l'oceano di latte cominciava a ribollire e spumeggiare: dapprima si formò un colossale gorgo di latte, e poi un burro densissimo. Con gli ultimi residui di energia, i Deva e gli Asura mescolarono un altro po', e dall' oceano di latte sorsero il sole e la luna, gemme scintillanti e mille altri tesori, e infine il tesoro più grande: un calice d'oro colmo del prezioso amrita, il nettare dell'immortalità. Nel frattempo i grandi dèi erano rimasti a guardare con estremo interesse, decisi a farsi avanti all'ultimo momento per impedire agli Asura di bere l'amrita e diventare ancora più cattivi di quanto già non fossero. Così, non appena l'amrita sgorgò dal' oceano di latte, Vishnu, il conservatore, lasciò il suo punto d'osservazione sul vicino monte Meru, scese sulla terra e afferrò al volo il calice d'oro. Ma prima che avesse il tempo di metterlo al sicuro sul monte Meru, uno degli Asura, un demone di nome Rahu, gli strappò dalle mani il calice e cominciò a bere. Il sole e la luna gridarono a Vishnu: «Quello è il demone Rahu, il peggiore di tutti gli Asura! Devi farlo smettere di bere, o ci saranno sofferenze e disgrazie per tutti noi!» Veloce come un fulmine, Vishnu colpì Rahu sulla testa prima che riuscisse a bere tutto l'amrita. Il corpo morto del demone piombò giù verso la terra, mentre la testa saliva nel cielo, urlando di rabbia e digrignando i terribili denti. Non poteva morire perché l'amrita aveva già raggiunto la gola e aveva dato alla testa il dono della vita eterna. A quel punto esplose una tremenda battaglia. I Deva e gli Asura si scagliarono gli uni contro gli altri, brandendo armi fatte di lampi, montagne ardenti e frecce dalla punta di fuoco. Per due giorni e due notti infuriò la battaglia, finché gli Asura non furono costretti ad ammettere la sconfitta. Migliaia di demoni giacevano morti o moribondi; altre migliaia strisciarono via per andare a nascondersi nei pozzi della terra o nelle profondità del mare. I grandi dèi divisero equamente l'amrita con i Deva, e rimisero al suo posto il monte Mandara. L'unico Asura sopravvissuto per raccontare la storia fu la testa di Rahu, destinata per sempre a inseguire la luna, sua mortale nemica, attraverso i cieli. Lo potete vedere con i vostri occhi: ogni volta che Rahu riesce a raggiungere la luna, se l'inghiotte tutta intera ed essa svanisce dal cielo. Ben presto, però, la luna crescente scappa dalla gola di Rahu e ritorna nel cielo.
da http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/induismo.htm

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:23 |
DURGA MANTRA
(da Durga Sapta Sati, 700 nomi della Madre Durga)
OM... SARVA MANGALA MANGALAYE SHIVE SARVARTH SADHIKE
Om...Sei l'energia di Shiva, di buon auspicio, esaudisci tutti i desideri
SHARANYE TRIAMBAKE GAURI NARAYANI NAMOSTUTE
Tu sei il rifugio, hai tre occhi; Ti salutiamo, o Gori, Narayani
SHRISTHI SHTITI VINASHANAM SHAKTI BHUTE SANATANI
Sei creazione, mantenimento, distruzione, eterna energia vivente
GUNASHRAYE GUNAMAYE NARAYANI NAMOSTUTE
Tu supporti le tre qualità della natura, che sono la Tua forma; salutiamo Te Naraya
SHARANAGAT DINART PARITRAN PARAYANE
Tu sei il rifugio dei poveri e proteggi sempre tutti
SARVASYA ARTI HARE DEVI NARAYANI NAMOSTUTE
Tu togli ogni dolore; o Dea, Ti salutiamo Narayani
KALI KALI MAHAKALI KALIKE PAP HARINI
Tu sei Kali, Mahakali, Kalika, la distruttrice dei peccati
DHARMA KAM PRADE DEVI NARAYANI NAMOSTUTE
O Dea, Tu doni sia il desiderio che il Dharma; Ti salutiamo Narayani
KALI KALI MAHAKALI KALIKE PAP HARINI
Tu sei Kali, Mahakali, Kalika, distruggi i peccati
SARVA VIGHNA HARE DEVI NARAYANI NAMOSTUTE
O Dea, Tu rimuovi tutti gli ostacoli; Ti salutiamo Narayani
JAYANTI MANGALA KALI BHADRAKALI KAPALINI
Tu sei la donatrice della vittoria, di buon auspicio, Kali, Bhadrakali che tiene i teschi
DURGA KSHAMA SHIVA DHATRI SWAHA SWADHA NAMOSTUTE
Sei Durga, il perdono, di buon auspicio, colei che nutre; salutiamo Te che sei le offerte swaha e swadha
JAI TVAM DEVI CHAMUNDE JAI BHUTARTI HARINI
Gloria a Te Dea Chamunda, che togli il dolore di tutti gli esseri
JAI SARVA GATE DEVI KALARATRI NAMOSTUTE
Gloria a Te Dea che risiedi in tutti gli esseri; salutiamo Te, che sei come una notte scura
DURGA MATA KI JAI KALI MATA KI JAI
gloria alla Madre Durga, gloria alla Madre Kali
Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 07:31 |

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:24 |
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LA STORIA DI RAMACHANDRA Milioni di anni fa, secondo le fonti vediche, il Signore Supremo apparve su questo pianeta nella parte del guerriero Ramacandra per realizzare il Proprio volere e per manifestare i Propri passatempi. Il Ramayana racconta come Sri Ramacandra apparve sulla Terra in una forma umana dal colorito verdolino e il corpo lucente come fresca erba verde. Ramacandra era figlio del rè Dasaratha ed era il beniamino di Suo padre e di Sua madre, Quando cominciò a invecchiare il rè Dasaratha decise di lasciare il regno a Rama, suo figlio maggiore. Mentre una gioiosa Ayodhya si preparava ad incoronare il suo amato principe, una delle regine del rè Dasaratha, la regina Kaikeyi, congiurava per destituire Rama così che suo figlio Bharata potesse occupare il trono. Convinta da una cameriera disonesta che Rama avrebbe ucciso suo figlio se fosse diventato rè, la regina approfittò della promessa di due favori che suo marito le aveva concesso, grato per il servizio che essa gli aveva reso. Chiamò suo marito nelle sue stanze e gli chiese di mandare in esilio nella foresta Rama per quattordici anni e di incoronare Bharata rè di Ayodhya. Quando il rè udì queste richieste per lo shock perse i sensi.Da vero re qual era, Dasaratha doveva mantenere la promessa anche se questa avrebbe significato un destino peggiore della morte. . |
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Rama soddisfece così il padre di Sita, Janaka, e sposò Sita che era dotata di qualità trascendentali. E' chiaro che, essendo Sri Ramacandra Visnu stesso, il Signore Supremo, Sita in realtà era Laksmi, la dea della fortuna. Essendo la figlia del rè santo Janaka, era abituata a un modo di vivere principesco. Ciò nonostante quando Rama le disse che doveva restare nella città sotto la protezione di Bharata durante il Suo esilio, Sita Gli rispose con aria offesa: "Se Ti recherai nella foresta, andrò davanti a Tè e Ti faciliterò il cammino schiacciando le spine con i piedi. Non Ti lascerò, ne potrai dissuadermi dal farlo. Non mi dispiacerà passare tanto tempo con Tè. Laksmana, l'amato fratello di Ramacandra, era presente quando Rama parlava con Sita. Si strinse ai piedi di loto di Ramacandra perché trovava insopportabile qualsiasi separazione da Rama. Rama cercò di dissuaderlo, ma nulla riuscì a convincere Laksmana: era determinato ad accompagnare Sita e Rama nella foresta per tutta la durata del loro lungo esilio. |
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Mentre Rama, Sita e Laksmana venivano esiliati nella foresta, entrò nella loro vita l'orribile Ravana. Ravana era un grande demone che possedeva quasi tutto e che con lunghe e tremende austerità aveva ottenuto grandi poteri .Regnava sull'isola di Lanka e possedeva grandi ricchezze e opulenza. Con i suoi "Pirati della notte" vagava nelle foreste per uccidere e cibarsi degli eremiti impegnati in pratiche spirituali. Ravana aveva anche una lunga carriera di violentatore di fanciulle in qualunque luogo le trovasse e aveva un harem di centinaia di donne che si erano arrese al suo influsso materiale di ricchezza e potenza. Sfidando Rama con il rapimento di sua moglie Sita comunque, Ravana stava scegliendo la morte e si lanciò a capofitto verso quello che era il suo inevitabile destino. |
| Sugriva in effetti li aiutò mobilitando le sue armate ed inviandole alla ricerca di Sita. Dopo mesi di vane ricerche, le armate iniziarono a perdere ogni speranza. Alcune ritornarono, altre si dispersero in terre straniere. Fu Hanuman, il consigliere capo del rè, che venne a sapere del regno di Lanka che si trovava a grande distanza, nell'Oceano Indiano. Hanuman chiese di volare alla ricerca di Sita. Essendo figlio del dio del vento, Vayu, Hanuman aveva la facoltà di volare e attraversò con un balzo l'Oceano Indiano in direzione di Lanka. |
| La potente scimmia soldato Hanuman, figlio del deva del vento, saltò dalla riva della costa indiana sull'isola di Lanka. |
| Ridottosi alle dimensioni di un gatto, Hanuman entrò poi tranquillamente nella capitale di Ravana, prestando particolare attenzione a tutto ciò che vedeva. Hanuman cercò Sita dappertutto riuscendo infine a localizzarla nel cuore della densa foresta di Asoka. Le garantì di essere stato inviato da Ramacandra e le promise che ben presto Si sarebbero ricongiunti. Poi quando lasciò l'isola di Lanka uccise da solo migliaia di guerrieri raksasa e incendiò l'intera città. L'armata composta da milioni di scimmie si mobilitò e si diresse verso l'oceano. Il Signore fece gettare nell'oceano dai Suoi fedeli servitori come Hanuman e Sugriva enormi massi che per la Sua potenza suprema galleggiarono sull'acqua fredda formando un ponte che raggiunse Lanka. L'armata poi marciò dentro Lanka proprio sotto il naso del Signore dei raksasa. Iniziò subito un combattimento corpo a corpo e grandi eroi da entrambe le parti combatterono fino alla morte giorno dopo giorno. Infine, uno dopo l'altro, i grandi condottieri raksasa caddero davanti al potere senza limiti di eroi come Hanuman, Laksmana, Sugriva e Ramacandra. Alla fine Sri Ramacandra uccise Ravana con un'arma brahmastra lanciata dal suo arco. Rama si ricongiunse quindi a Sita ed essendo terminati i quattordici anni di esilio ritornarono a Ayodhya su un aeroplano decorato di fiori. |
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Dopo aver ucciso il demone Ravana e liberato Sita, Ramacandra ritornò nella Sua capitale Ayodhya su un aereoplano decorato di fiori. Fu accolto dai principi che versarono su di Lui piogge di fiori fragranti mentre Brahmà e le altre grandi personalità glorificarono le Sue attività in grande esultanza. |
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Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 09:34 |

Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 08:05 |
Ninfe, figlie di Oceano dal grande cuore,
che avete le case sotto i recessi della terra posati sull'acqua,
correte nascoste, nutrici di Bacco, ctonie, date grande gioia,
nutrite frutti, siete nei prati, correte sinuosamente, sante,
vi rallegrate degli antri, gioite delle grotte, vaganti nell'aria,
siete nelle sorgenti, veloci, vestite di rugiada, dall'orma leggera,
visibili, invisibili, ricche di fiori, siete nelle valli,
con Pan saltate sui monti, gridate evoé,
scorrete dalle rocce, melodiose, ronzanti, errate sulle montagne,
fanciulle agresti, delle sorgenti e che vivete nei boschi,
vergini odorose, vestite di bianco, profumate alle brezze,
proteggete i capri e i pastori, care alle selve, dagli splendidi frutti,
che vi rallegrate delle sorgenti, delicate, che molto nutrite e favorite la crescita,
fanciulle Amadriadi, amanti del gioco, dagli umidi sentieri,
di Nisa, invasate, guaritrici, vi allietate della primavera,
con Bacco e Deo portate grazia ai mortali:
venite con animo lieto ai santi sacrifici
versando corrente salubre nelle stagioni che accrescono il nutrimento.
da Inni Orfici
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Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 10:43 |

Un giorno, nel giardino dell'Eden, Eva disse a Dio...
"Signore, ho un problema" ...
"Che problema, Eva?"
"Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto per questo giardino bellissimo, e per tutti questi meravigliosi animali, e quell'allegro e buffo serpente... ma io non mi sento davvero felice."
"Come mai, Eva?" fu l'immediata replica dall'alto
"Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele..."
"Bene Eva, in questo caso ho una soluzione. Creerò un uomo per te"
"Che cos'è un 'uomo', Signore?"
"Questo 'uomo' sarà una creatura difettosa, con molti aspetti negativi. Mentirà, ti prenderà in giro e sarà vanaglorioso, in pratica ti darà un sacco di problemi. Sarà più grande di te e più veloce, e amerà cacciare e uccidere. Avrà uno sguardo scioccamente curioso, ma visto che ti stai lamentando, lo creerò in modo che possa soddisfare le tue, ehm, necessità fisiche. Sarà scarso di intelletto e si impegnerà in occupazioni infantili come la lotta e prendere a calci una palla. Non sarà molto sveglio, e avrà spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente"
"Sembra una cosa divertente!" commento Eva ammiccando ironicamente. "Dove sta la fregatura?"
"Beh... lo puoi avere ad una condizione..."
"Quale?"
"Come ti ho detto, sarà orgoglioso, arrogante, autocompiacente...perciò dovrai fargli credere che e stato creato lui per primo... però ricorda... è il nostro segreto... da donna a donna!"
Pensieri scritti da
Shyamavallabha alle 14:38 |
GAURA PURNIMA

Sabato 3 marzo sarà una grande festa della cultura vedica..
Sri Gaura Purnima nella quale si commemora l'ultima venuta della Divinita' in questo mondo ovvero Sri Chaitanya Mahaprabhu apparso in India nel 1496..Gaura Purnima e’ per tutti i devoti di Krishna la festa piu’ importante dell’anno. Sri Caitanya Mahaprabhu e’ apparso durante una notte di luna piena (purnima) e il Suo colore fisico era dorato (gaura). Cosi’ come la luna di notte dona freschezza con i suoi raggi e da’ sollievo dalla calura della giornata, Sri Gauranga Mahaprabhu con la Sua venuta in Terra rinfresca le anime cadute di questo mondo materiale con la Sua misericordia rinfrescante. Gaura significa anche brillante. Il Suo scintillio e’ dovuto alla purezza e alla trascendenza di cui e’ fatto il Suo intero essere.Gauranga è l'incarnazione di Sri Krishna in Kali-yuga, l'era in cui viviamo, delle continue discordie. A quei tempila società era piombata in una degradazione particolarmente accentuata, il materialismo più bieco imperversava e la maggior parte della gente non sapeva più distinguere la religione dall'irreligione, il giusto dallo sbagliato. Una situazione abbastanza normale nelle regioni dell'Occidente ma anomala in un luogo come l'India, dove la devozione e la spiritualità erano sempre state al primo posto nel cuore della gente.Vedendo tale situazione, i Vaishnava (i devoti) cercarono una soluzione. Uno di loro, Sri Advaita Acarya, rinomato Maestro dell'epoca, credette che non ci fosse alcuna soluzione al problema se non di chiamare il Signore Supremo in persona. Così, adorandolo con foglie di Tulasi(pianta sacra) e acqua del Gange ma soprattutto con tanta devozione, chiese alla Suprema Personalità di Dio di discendere sulla Terra per ripristinare i valori della spiritualità.
Sri Krishna aveva promesso di discendere ogni qualvolta i principi di religione fossero degenerati. Disse:
paritranaya sadhunam
vinasaya ca duskrtam
dharma-samsthapanarthaya
sambhavami yuge yuge
Io appaio millennio dopo millennio per liberare i pii e per distruggere gli empi. Inoltre ristabilisco i principi della religione.
(Bhagavad-gita 4.8)
Così Sri Caitanya Mahaprabhu apparve a Navadvipa, 514 anni fa.
Si dice che quando Sri Krishna faccia una cosa non compia uno solo dei Suoi scopi. Infatti quella discesa era stata concepita anche per soddisfare un altro dei Suoi desideri.
Travestendosi come un attore fa in scena, Sri Krishna discese per giocare la parte del devoto e provare le emozioni della devozione. La felicità della bhakti(devozione) è così intensa che è Krishna stesso a stupirsene e a rimanerne incuriosito. Quando guarda la Sua Eterna Compagna, Srimati Radharani, rimane così affascinato dalla Sua bellezza, dal fascino che le proviene dalle emozioni trascendentali, che non può fare a meno di amarla e di desiderarla. Così vuole provare quelle sensazioni, che paiono più grandi ancora delle emozioni che Lui prova nell'amare i devoti.
Radha e Krishna, in un atto di esuberanza generata dalla Loro piena, pura e perfetta felicita’, si uniscono in una forma eterna che si chiama Sri Caitanya Mahaprabhu.
Krishna vuole sentire cosa prova Radha e Radha vuole servire Krishna in questo ennesimo modo. Mahaprabhu e’ la forma perfetta dell’unione del Signore Supremo e della Sua migliore compagna eterna.
Mosso a compassione nel vedere le anime cadute che soffrono prive della felicita’ spirituale, Egli inaugura l’Harinama-sankirtana, che e’ il metodo di realizzazione spirituale per questa era. Harinama-sankirtana significa canto congregazionale dei nomi di Krishna. La Sua gentilezza si estende ancora piu’ in la di questo, dando addirittura il piu’ grande dei mantra: il Maha-mantra Hare Krishna, che e’
Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare
Non c’e’ metodo migliore di liberazione che cantare, recitare e meditare su questi nomi.
La cosa eccezionale riguardante questo mantra non e’ solo che e’ il piu’ grande ma che anche viene distribuito liberamente. Sri Caitanya Mahaprabhu non chiede assolutamente nulla per permettere a chicchessia di cantare questo mantra. Nessuna qualificazione e’ richiesta. Uomo o donna o bambino, educato o ignorante, italiano, indiano, americano, bianco rosso o nero, ricco o povero, iniziato o no, credente o miscredente, di famiglia di alto rango o no, nel tempio, a casa, in macchina o al lavoro, nulla importa. .
Sri Chaitanya Mahaprabhu ha insegnato che grazie al canto dei nomi di Krishna è possibile liberarsi dalle illusioni materiali e tornare a vivere la nostra eterna identità ed esistenza spirituale.
o Dea Madre Radharani.. ovvero la Divinità nel ruolo di colei che distribuisce l'amore trascendentale.. ti prego di donarmi l'amore per Colui che affascina tutti. Colui che e' capace di provare la gioia piu' grande e che puo' donare la gioia piu' grande a tutti concedendo la Sua relazione amorosa..

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Shyamavallabha alle 19:56 |

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Shyamavallabha alle 08:34 |

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Shyamavallabha alle 07:53 |

"Sappi che l'anima che pervade il corpo intero e' imperitura.Essa e' immutabile ed eterna e nessuno può distruggerla...... L'anima non e' mai nata e non muore mai,non viene ripetutamente ad essere nè subisce alcuna crescita poichè non ha nascita ed è eterna.E' inesauribile,sempre giovane e tuttavia antica.Sebbene il corpo sia soggetto alla nascita e alla morte,l'anima non viene mai distrutta......proprio come una persona indossa un abito nuovo ,buttando via quello vecchio e logoro,così l'anima continua ad indossare nuovi corpi,abbandonando quelli vecchi ed inutili...."
dalla Shrimad Bhagavad Ghita
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Shyamavallabha alle 10:26 |
GRAZIE ALLA CARA AMICA ROSEBLUEDREAM CHE HA APERTO UN BLOG DI CUCINA ORIENTALE GIAPPONESE, E CHE MI HA DATO L'INPUT E L'ISPIRAZIONE CHE AVEVO GIA' DA UN PO' DI TEMPO, PER APRIRE UN NUOVO BLOG DI CUCINA VEGETARIANA,PREVALENTEMENTE ISPIRATO A RICETTE DI ORIGINE INDIANA,MA NON SOLO.....QUINDI PASSATE A DARE UN OCCHIATINA,ECCO IL LINK
per ora ho messo le nozioni basilari sulle spezie,e i piatti base della cucina indiana vegetariana,ma presto lo ampliero' con tante favolose ricette!!!!!!!
Syama

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Shyamavallabha alle 14:06 |
Una splendida pagina di etica del grande Plutarco
Tu vuoi sapere perché Pitagora si astenesse dal mangiare carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto e, imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano.
Come potè la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate; come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e ne sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali?
Si muovevano le pelli, le carni muggivano sugli spiedi cotte e crude, e come di vacche si udiva una voce. Ma voi uomini d’oggi da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con enorme sovrabbondanza? Perché calunniate la terra, come se non foste in grado di nutrirvi? Non vi vergognate di mischiare i frutti della terra al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, dimostrando di essere più crudeli delle fiere. Per loro il sangue è un cibo vitale, mentre per voi è semplicemente una delizia del palato.
Nulla turba il vostro senso del pudore, non il fiorente aspetto di queste creature sventurate, non il fascino della loro voce armoniosa, non l’accortezza della loro mente, né la purezza del loro modo di vivere e la loro straordinaria intelligenza. Invece, per un minuscolo pezzo di carne priviamo un essere vivente della luce del sole e del corso dell’esistenza, per cui esso è nato ed è stato generato. Per di più crediamo che i suoni e le strida che gli animali emettono siano rumori inarticolati e non piuttosto preghiere, suppliche e richieste di giustizia.
Consideriamo senz’altro assurda la convinzione di quanti affermano che l’uso di mangiare carne abbia un’origine naturale. Che l’uomo non sia carnivoro è provato in primo • luogo dalla sua struttura fisica. Il corpo umano, infatti, non ha affinità con alcuna creatura formata per mangiare la carne: non possiede becco ricurvo, né artigli affilati, né denti aguzzi, né visceri resistenti e umori caldi in grado di digerire e assimilare un pesante pasto a base di carne. Invece proprio per la levigatezza dei denti, per le dimensioni ridotte della bocca, per la lingua molle e per la debolezza degli umori della digestione la natura esclude la nostra disposizione a mangiare carne. Se però sei convinto di essere naturalmente predisposto a tale alimentazione, prova allora a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu stesso, con le tue mani, senza ricorrere ad un coltello o ad un bastone o ad una scure. Fà come i lupi, gli orsi e i leoni che ammazzano da sé quanto mangiano: uccidi un bue a morsi o un porco con la bocca, oppure dilania un agnello o una lepre e divorali dopo averli aggrediti mentre sono ancora vivi, come fanno le bestie.
Ma se aspetti che il tuo cibo sia morto e se la vita presente in queste creature ti fa vergognare di goderne della carne che divori perché continui a mangiare contro la tua natura esseri dotati di vita?
Astieniti dunque dal mangiare la carne e considera che sicuramente nessun uomo farebbe del male al suo simile universale del grande Plutarco se lui stesso fosse così mitemente e umanamente disposto verso creature appartenenti a una specie diversa dalla sua.
Tratto da “Dal mangiar carne” di Plutarco (nato nel 47 d.C. e morto a 80 anni da vegetariano)

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Shyamavallabha alle 08:45 |

Tu sei il fuoco dell'ispirazione
tu sei la fertilita' e la creativita'
Il tuo calore fa sciogliere la neve del freddo inverno
e fa nascere nuovi germogli
tu sei la fertilita' feconda
tu sei il nuovo inizio
la nuova Vita
la nuova Nascita
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Shyamavallabha alle 10:37 |

In ogni donna si nasconde un essere “naturale” e selvaggio, una forza potentissima, formata da istinti, creatività passionale e un sapere ancestrale. Il suo nome è “Donna Selvaggia” ma purtroppo identifica una specie gravemente minacciata. Benché la sua presenza sia innata, secoli di cultura e civiltà l’hanno soffocata, domata, talvolta annullata, repressa, usata, strumentalizzata, incanalata in degli stereotipi.
Se perdiamo i contatti con questa parte di noi, con la nostra istintualità, ci allontaniamo dalla nostra anima e perdiamo la sicurezza nel nostro cammino.La donna selvaggia 'porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere.
Porta il medicamento per tutto. Porta storie e sogni e parole e canzoni e segni e simboli... riunirsi alla natura selvaggia significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parlare e agire per proprio conto, in prima persona, rifarsi ai poteri femminili innati dell'intuito e della percezione, riprendere i propri cicli... la donna selvaggia è la forza Vita/Morte/Vita.
E' intuito, veggenza, colei che sa ascoltare...lei è idee, sentimenti, impulsi, memoria.
E' colei da cui andiamo a casa.
E' quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite.
Lascia impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile... vive in un mondo lontano che a forza si apre un varco verso il nostro mondo'
La donna selvaggia è l'anima femminile, un insieme di mondi visibili e invisibili. E' amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono perdute, è amica e madre di tutte coloro che hanno bisogno di sapere. Ogni donna conserva dentro di sè un posto segreto per la donna selvaggia.
da Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés
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Shyamavallabha alle 17:35 |

....Non dovete vivere senza mai incontrare chi vi puo' intendere e puo' conoscere la vosra stessa gioia segreta ed il vostro amoroso mistero.Io guidero' i vostri passi nella vita in modo che al momento giusto voi possiate ritrovare alcune delle vostre antiche sorelle . Quelle con cui già condivideste l'incanto delle danze che gioiosamente faceste nelle radure segrete ,illuminate dalla tenue luce della bianca luna.Quelle con cui gia' intrecciaste corone di fiori da indossare nelle vostre feste di gioia e libertà.Quelle alle quali dolcemente stringevate le mani affusolate mentre girevate lietamente attorno al fuoco al ritmo sommesso del tamburo e al suono dolce del flauto...
da LA VOCE DELL'ANTICA MADRE di Ada D'Ariès Edizioni della Terra di Mezzo

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Shyamavallabha alle 13:35 |